L'abitazione di PRIMO LEVI , in corso Re Umberto 75 a Torino

Primo Levi , Alzarsi
Sognavamo nelle notti feroci
Sogni densi e violenti
Sognati con anima e corpo:
Tornare; mangiare; raccontare.
Finché suonava breve sommesso
Il comando dell’alba:
«Wstawac'»;
E si spezzava in petto il cuore.
Ora abbiamo ritrovato la casa,
Il nostro ventre è sazio,
Abbiamo finito di raccontare.
E’ tempo. Presto udremo ancora
Il comando straniero:
«Wstawac'».
- 11 gennaio 1946 , da "Ad ora incerta"

METROPOLITANA AUTOMATICA DI TORINO

LINGOTTO-BENGASI: LA TALPA È RIPARTITA.
Il percorso della prima metropolitana automatica d’Italia collega Collegno (da ovest) e il Lingotto (da sud) al centro di Torino e alle stazioni ferroviarie di Porta Susa e Porta Nuova.
Una metropolitana veloce e integrata. Veloce, perché il tempo medio di percorrenza tra una fermata e l’altra è di appena 60 secondi e da Fermi a Lingotto impiega poco più di 20 minuti. Integrata, perché a una distanza a piedi di pochi minuti, si trovano le fermate di molte linee di superficie.

INSIDE/OUTSIDE
CHIESA DI SAN CARLO
PIAZZA SAN CARLO- TORINO

TORINO - via Vittorio Alfieri 10
"Edificio di interesse ambientale, significativo esempio dello stile eclettico di decoro del secondo Ottocento. Fu costruito nella seconda metà dell'Ottocento a cura dell'Ufficio Tecnico Municipale (ing. Dolza) e ancora oggi ospita gli uffici delle Poste Centrali."
da MuseoTorino

LIBERTY A TORINO
CASA BELLIA , via Alessandro Vittorio Papacino 2 / corso Giacomo Matteotti 24, Torino.
1904 - ARCHITETTO PIETRO FENOGLIO.
Il maggiore protagonista del "liberty torinese" fu indubbiamente Pietro Fenoglio, che si dedicò per circa tredici anni alla realizzazione di oltre duecento progetti tra ville, palazzi ed edifici industriali. L'opera di Fenoglio è caratterizzata dai colori pastello, dalle decorazioni che alternano soggetti floreali a elementi geometrici circolari e dal largo uso di cornici in litocemento, accostato all'eleganza decorativa, talvolta ardita, del ferro e del vetro, facendone materiali privilegiati.

TORINO : case di ringhiera - OGGI
così le ricordava Gipo Farassino : "Nelle case di ringhiera, la singola sfera privata di ogni abitante veniva condivisa con tutti gli altri condomini: il rapporto di vicinato finiva così per trasformarsi in una specie di legame familiare, con i pregi e i difetti classici di una grande famiglia."

TORINO LETTERARIA
L'abitazione di Franco Lucentini in piazza Vittorio a Torino.
"Casa sua, deliziosa, vista su una delle più belle piazze di Torino, soffitti bassi, muri dipinti di rosa antico a cui erano appese antiche lapidi con iscrizioni latine." ( by Silvia Sereni )

Torino - CORSO FRANCIA IERI

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IL MANICOMIO DI COLLEGNO
repertorio fotografico e testo : Sandro Degasperi
Alda Merini - poesia recitata da Mariangela Melato
Queste fotografie risalgono al 1981. Erano già tre anni che era in vigore la legge 180 che decretava la chiusura dei manicomi e così anche quello di Collegno incontrò quel destino, le sue porte vennero aperte e le persone che erano state rinchiuse lì per anni, decenni, vennero collocate chi presso la propria parentela, chi presso le varie comunità sociali che nel frattempo si stavano costituendo, ecc. Tuttavia, molte persone vissero ancora per diverso tempo all’interno dell’edificio, in uno stato di completo abbandono, completamente dimenticate sia dai propri parenti, sia dalle istituzioni. Ricordo che queste persone vagabondavano nelle strade della città di Collegno vicino al manicomio, con un’andatura lenta, incerta, mal vestiti, c’era chi si sedeva su una panchina e stava lì, con lo sguardo catatonico, per ore a fissare nel vuoto chissà che cosa. Altri urlavano cose senza senso, sembravano arrabbiati o, chissà, forse volevano semplicemente catturare l’attenzione. Gli abitanti di Collegno erano allarmati come sempre accade ogni qual volta qualcosa di diverso giunge a disturbare il loro conformismo morale. Di fatto, non erano pericolosi per nessuno, semmai lo erano per se stessi. Infatti, molti si suicidarono, il manicomio confinava con la ferrovia che collega la Val di Susa e tanti la fecero finita lanciandosi sotto il treno.
Un giorno decisi di andare a vedere quei luoghi senza sapere esattamente perché, era semplicemente una curiosità. Prima dell’apertura del manicomio solo le mura parlavano lasciando inalterato il mistero di ciò che stava al di là, non c’era nessun contatto con ciò che stava dall’altra parte, le mura erano il confine che delimitava un altro mondo. La curiosità mi ha spinto ad andare a vedere ciò che rimaneva di questo altro mondo, mi trovai di fronte un luogo desolato, lunghi corridoi che collegavano un reparto all’altro, con muri e arcate scrostate, vecchie panchine di un colore azzurrino sbiadito dal tempo. Qualcuno vi era seduto in posizioni strane, innaturali, altri camminavano senza meta lungo questi corridoi, come se il vero problema fosse far passare il tempo. Ma è anche vero che sembrava che il tempo per loro non esistesse e quindi come poteva essere per loro un problema? Ricordo che non pensavo a fotografare, ero lì attonito a guardare questi luoghi, a fantasticare, chiedendomi come potevano essere stati quando, anziché semiabbandonati, pullulavano di persone, degenti, infermieri, dottori, ecc. Qualcuno mi vide con la macchina fotografica al collo e mi chiese una fotografia. Scattai con un po’ di pudore, mi sembrava di essere un intruso, ma poi ho capito che la fotografia era per lui solo una scusa. Mi chiese una sigaretta e ci sedemmo su una panchina a parlare. Capivo poco di quello che mi diceva ma quello che percepii era questa sua necessità di incontrare qualcuno che lo stesse ad ascoltare. E tanto mi bastò. Tornai altre volte in quel luogo e man mano perdevo il mio pudore, mi sono avvicinato a molti di loro, erano contenti di farsi fotografare, ho ascoltato tante storie, tanti racconti, spesso un po’ sconclusionati, ma quella è stata l’occasione per me per imparare una cosa fondamentale, e cioè che ciò che queste persone dicevano non poteva, non doveva essere giudicato ma solo ascoltato.
Una frase mi è rimasta impressa e l’ho trovata scritta su una statua di ferro collocata in un giardino all’interno del manicomio. Diceva: Non ha importanza chi di voi mi ha fatto nascere. Vivrò se vorrete parlarmi.
Questa statua oggi malauguratamente non c’è più, qualcuno l’ha voluta eliminare. Per me è stata come un manifesto della vita, come dire, che ciascuno vive nella parola, la parola è vita. Questa statua esiste ancora in una mia fotografia ed è lì a ricordarmi, ogni volta che la guardo, qual è la direzione.
Un anno dopo mi sono avvicinato alla psicoanalisi, ho avviato la mia analisi e la mia formazione. Forse non è stato un caso.
Queste fotografie vogliono semplicemente avere un valore di testimonianza, di documento, e anche se non possono avere la pretesa di essere un pezzo di storia hanno di sicuro quella di essere un pezzo della MIA storia.

FACIS - TORINO
Archivio Nazionale Cinema d'Impresa
pellicole originali conservate dall'Archivio di Stato di Torino

GIANNI AGNELLI & C. part 1

SAN SALVARIO , Torino , un quaertiere multietnico
earky in spring

FIAT 124 SPIDER 2000 PININFARINA
La Fiat 124 Sport Spider è un'autovettura sportiva 2+2 posti cabriolet prodotta dalla FIAT dal 1966 al 1985. Presentata al pubblico nel novembre del 1966 al salone dell'automobile di Torino, la sua produzione fu principalmente esportata negli Stati Uniti d'America. La spider fu progettata e anche prodotta da Pininfarina.

Presentazione del padiglione radio all'Esposizione di Torino.
Giornale Luce del 03/1929
Descrizione sequenze:il padiglione radio all'Esposizione di Torino ; un tricolore che sventola ; gli interni del padiglione ; una complessa apparecchiatura radio ; particolari dell'apparecchiatura ; un altro strumento radio all'interno del padiglione ; alcuni addetti al servizio radio ; alcune apparecchiature radio ; addetti al lavoro sulle sofisticate apparecchiature .
grazie a Archivio Storico Luce

Giornale Luce 01/1932
Descrizione sequenze:
autostrada TORINO - MILANO - lavori in corso ; operai e macchine distribuiscono la massicciata ; la costruzione di un ponte.
grazie a Archivio Storico Luce

4 luglio 1957
Dopo la "Topolino" Fiat presenta la "Nuova 500"

LOCATION : TORINO

Giornale Luce A0275 del 02/1929
Descrizione sequenze:l'esposizione di Torino frequentata da molti visitatori ; l'ingresso del padiglione dei mobili d'arte dei Fratelli Treves ; gli interni del padiglione lussuosamente arredati con una ricca rassegna di mobili d'arte e lampadari di gran pregio.

BAGNA CAUDA N°5 - LE PARFUM DU CANAVEIS 😂😂
grazie a "gigliom"/YOU TUBE

TORINO LETTERARIA
TÜRIN by NINO COSTA

da CITTÀ DI TORINO
TORINO PLUS